Non piste ciclabili, ma aiuti per i terremotati

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Anche il nostro blog aderisce a questa petizione.

Firmate, firmate, firmate. Gli abitanti delle zone terremotate non vanno abbandonati.

La Regione Marche effettui delle scelte intelligenti e coerenti. La pista ciclabile può attendere, i terremotati no.

Firmate qui

Tutti noi pensavamo che le somme raccolte tramite  gli sms solidali inviati al numero 45500 servissero a soccorrere i terremotati nell’emergenza, a lenire i loro disagi, a ridare loro qualcosa di ciò che hanno perso.

Ora invece apprendiamo che la Regione Marche, con la parte che le spetta di quelle somme (17,5 milioni di euro), ha deciso di realizzare 7 interventi in cui Arquata del Tronto non è compresa: non un euro verrà destinato al comune marchigiano più colpito, a tutt’oggi zona rossa totale, con un bilancio di 51 vittime e oltre mezzo milione di tonnellate di macerie. In compenso si vuole realizzare una pista ciclabile Abbazia di Fiastra – Sarnano, per un importo previsto di 5.400.000 euro.

Le chiediamo di intervenire affinché non sia avallata tale decisione, che  ignora le gravi, attuali esigenze dei terremotati e le intenzioni di chi ha donato con vero spirito di solidarietà.

 

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Presidente della Repubblica
    Sergio Mattarella
  • Presidente del Consiglio
    Paolo Gentiloni
  • Capo Dipartimento Protezione Civile
    Fabrizio Curcio

L’altalena per Matteo. Scriviamo al sindaco

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altalena“Io e Matteo ringraziamo tutti quei cittadini che hanno fatto chiudere l’altalena così che i propri figli ‘normodotati’ possano rimanere incolumi mentre loro chiacchierano e giocano con il cellulare. O sono tranquilli tranquilli al mare poiché non hanno bisogno di aiuto o accessibilità. Noi, non vi preoccupate, andiamo a rinchiuderci a casa. Grazie. W la civiltà”.

Purtroppo questa non è una bufala, non è fantasia ma pura realtà.

Michela Aloigi, madre di Matteo, ragazzo disabile, e presidentessa dell’associazione La giraffa a rotelle, ha annunciato la chiusura di un’altalena speciale installata solo pochi mesi fa (a fine 2016) nel parco urbano di Imperia e da allora criticata dai genitori di bimbi ‘normodotati’ che la ritenevano pericolosa per l’incolumità dei propri figli. Il fatto è che l’altalena per i disabili veniva, appunto, impropriamente utilizzata da tutti gli altri bambini tra il disinteresse dei genitori. Da qui il giudizio di ‘pericolosità’: mamma e papà incapaci di badare ai propri figli e di far rispettare poche e semplici regole, hanno lanciato una crociata contro l’altalena inclusiva.

Fonte: http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/07/le-mamma-fanno-chiudere-laltalena-disabili/

L’egoismo di alcune mamme ha portato alla chiusura di un’altalena, che rappresentava un momento di svago per Matteo e la sua famiglia.

Chiediamo a tutti di scrivere al sindaco di Imperia affinché l’altalena per i disabili venga ripristinata.

L’indirizzo mail è sindaco@comune.imperia.it

Uniamoci come abbiamo fatto per le dichiarazioni inaccettabili del sindaco di Pimonte e anche questa volta facciamoci sentire la nostra voce.

Per Matteo e per tutti i bimbi che hanno necessità di strutture apposite.

 

#Pimonte Le scuse non bastano

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Il sindaco di Pimonte ha risposto

“Intendo – scrive Palummo in una nota affidata a Repubblica – prima di ogni altra cosa-porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato. E’ un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave”.

Purtroppo queste scuse non bastano in quanto dal video, in cui definisce lo stupro a carico della ragazza come una bambinata, si evince come il sindaco abbia voluto minimizzare l’atto di violenza, come a preservare la sua comunità.

Dicendo che ormai è tutto passato sottovaluta come uno stupro non passi mai.

Le ferite si portano per una vita intera, le cicatrici non si rimarginano mai.

Inoltre non è che se condannano le azioni riprovevoli di un gruppo in automatico si punta il dito sul resto della cittadinanza. In questi giorni abbiamo ricevuto diverse testimonianze da parte di cittadini di Pimonte che si dissociavano dalle parole del sindaco; dichiarazioni che abbiamo apprezzato e fatto girare.

Noi riteniamo che il Sindaco debba fare un passo indietro perché una carica pubblica non può in nessun modo essere portavoce di un pensiero così indegno e lesivo per le donne.

Pertanto vi invitiamo a firmare questa petizione

Petizione per dimissioni sindaco Pimonte

Attendiamo inoltre un intervento delle Istituzioni, a partire dalla delegata alle pari opportunità da cui ci saremmo aspettate una dichiarazione immediata.

#Facciamorete