Un popolo barbaro e abbruttito, reso ancor più miserabile da voi, deficienti leghisti e da quel tizio che ha impestato il paese. Preso il marocchino, preso l’assassino. Uno spot pre campagna elettorale gratuito a reti unificate, al quale nemmeno i giornali hanno saputo resistere. È triste essere normodotati e non potersi permettere il lusso di abbassarsi al vostro livello, augurandovi di vivere lo stesso dolore che vive una famiglia alla quale manca una bambina, e alla quale viene detto dall’odio razziale che probabilmente è morta ammazzata. Un dolore che non riesco nemmeno ad immaginare per quanto forte credo possa essere. Un dolore da diventar matti nel pensiero costante, che credo giorno dopo giorno si tramuti nella speranza di ritrovarne almeno le ossa, per poter finalmente trovar pace.

Ma questo il deficiente leghista non lo sa. Il marocchino assassino rappresenta l’alibi perfetto per il suo essere miserabile, ignorante e rincretinito da anni e anni di violenza verbale fine a sé stessa. Per te, leghista decerebrato, il dolore di una famiglia si trasforma nell’occasione di essere libero di sfogare le tue frustrazioni indossando la camicia verde padana, e sognare ancora la libertà di andare a caccia del negro, di far gruppo e di andare a far razzia, come ti ha insegnato borghezio, che però nemmeno va a cagare da solo, pavido e vile.

È la tua vita, leghista del cazzo, a farti leghista. Vuoi l’africano in cantiere per farti sentire padrone e non schiavo, perché fino a ieri eri schiavo di tuo padre che nel cantiere ti ci ha sbattuto a tredici anni, dopo aver imparato a scuola, a malapena a scrivere il tuo nome e cognome per poter un giorno firmare gli assegni. Lavorare e produrre danaro, da spendere nella casa col giardino e nella macchina di prestigio, per poterti ubriacare regolarmente il sabato sera, e andare in vacanza d’estate al mare. Questa è la tua vita leghista deficiente, senza un libro e senza un colore, senza una statua da ammirare, senza saper riconoscere un albero o un fiore. La tua vita senza vita, cretino leghista.

Odiare qualcuno per smettere di odiare te stesso, che hai bruciato l’azienda che ti ha tramandato tuo nonno sniffando con una banconota da cento euro arrotolata, rinchiuso dentro uno di quei locali dalle luci fioche e pieno di donne extracomunitarie, che tu puoi anche permetterti il lusso di violentare, perché tu sei padrone in casa tua, perché così ti ha raccontato il bossi, che intanto a casa sua ha un figlio idiota a cui pensare, persino più idiota di te, e che ti auguro un giorno ti debba governare.

Questo sì, te lo posso augurare. Ti auguro la secessione leghista stupido, e ti auguro di liberare la tua padania dagli extracomunitari, ti auguro di perdere gli schiavi che sfrutti e su cui ti arricchisci, e di versare i tuoi danari direttamente al figlio scemo di bossi, che ti farà le leggi sulla finanza, sulla sanità e sull’istruzione dei tuoi figli. Qualche anno, e vi sarete estinti, e non in senso metaforico, sarete tornati tutti sui monti a sposarvi con le vostre mucche, e a ingoiarvi i bulloni che producete.

Chiedo scusa ai cittadini italiani disgraziatamente residenti in padania, ma io con questa feccia ho il conto aperto.

Rita Pani (APOLIDE)