Non so se ricordo con esattezza, ma questo titolo mi ricorda quello di un film stile Hollywood.
In questo caso però voglio parlare di realtà e mi riferisco ad un interessante incontro avvenuto ieri sera con la signora che abita nell’appartamento di fronte al mio.
Da anni ci incrociamo con gentile riservatezza, ma ieri sera insieme, di fronte al cancello di ingresso, abbiamo avviato uno scambio nuovo.
La signora inizia commentando alcuni atteggiamenti di un giovane passante davvero poco rispettosi e mi lancia lì, quasiper caso, “certo che con gli esempi che ormai dilagano, cosa possiamo chiedere ai giovani?”
Decido di non far cadere la sua battuta e iniziamo, ormai di fronte all’ascensore, uno scambio su quello che sta accadendo, sul movimento delle donne, sulla manifestazione appena passata e su quella prossima organizzata per il 13 febbraio.
Colgo un dubbio, un’ombra, nella voce della signora.
Chiaramente i nostri orientamenti politici sono opposti. Rispetto reciproco, ma nessun segreto sulle nostre differenti posizioni.
Siamo sul pianerottolo e nessuna delle due sembra voler interrompere lo scambio, ritirandosi nelle reciproche abitazioni.
Allora oso. Perchè non viene anche lei alla manifestazione? E’ il momento in cui le donne devono davvero esibire che si stanno muovendo per qualcosa che riguarda la cultura, e il suo degrado, e non i partiti politici di appartenenza.
Non importa il colore politico, importa la posizione comune che ci unisce nello sdegno, nel dispiacere, nello sconforto ma anche nella voglia di dire basta e di fare attivamente qualcosa per esprimerlo.
La signora mi sorride. Davvero? Ci penso e ne parlo con le altre donne del mio gruppo, perchè la proposta mi piace.
Ancora un piccolo tassello per ciò che penso di poter fare, nel mio piccolo.