Non ho mai ritenuto che le ragazze Bunga Bunga fossero vittime del sistema e più passano i giorni e più si fa forte la mia convinzione.
Anzi credo che queste ragazze si siano date da fare per creare un sistema;un sistema che permette di fare guadagni facili svendendo il proprio corpo.
Un sistema che purtroppo funziona e sta prendendo piede avvallato dalle mancanze enormi di una politica sempre più autoreferenziale e che ha smesso di occuparsi dei giovani da almeno un decennio.
Ma perché una ragazza deve faticare sui libri per 15 anni,rinunciare a gran parte del proprio tempo libero per arrivare una laurea che 99 su 100 sarà carta straccia?
Di fronte a una domanda di questo tipo trovi ragazze che hanno la dignità impressa nel DNA e che nonostante la prospettiva di un futuro totalmente diverso da quello prospettato vanno avanti nel loro percorso,studiando o in ogni caso cercando di affermarsi in un lavoro che rispecchia le loro attitudini naturali.
Oppure trovi le ragazze che hanno impresso nel Dna il bunga bunga,la borsa di Gucci,il Suv e sono disposte a tutto per ottenere tutto ciò che è status symbol cavalcando l’onda del maschilismo berlusconiano e creando a poco a poco un sistema guidato da una maitresse da 12.000 al mese che va alla ricerca di adepte.
E allora io che mi trovo a fare colloqui di lavoro con giovani donne che accettano di fare un lavoro che non centra nulla con il proprio percorso di studi perché non possono permettersi di pesare sulla famiglia e perché tengono alla propria indipendenza da oggi non lotto più solo contro gli uomini che ogni giorni ledono la nostra dignità ma smetto di avvallare le donne del bunga bunga come vittime del sistema.
Nella nostra società c’ è solo una vittima ed è la donna che non vuole scendere a compromessi e che per affermarsi ogni giorno deve combattere una battaglia.
E’ questa la donna che dovrebbe avere visibilità nella nostra società e alla quale crediamo vada tutto il nostro sostegno.
Tutto il resto speriamo si estingua in fretta;di sicuro noi DonneViola non staremo a giustificare.

Marta Proserpio
http://www.popoloviola.org/