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La provincia mantovana è immersa nella Pianura Padana ed ha una naturale vocazione agricola.Mantova è il lato estremo della Lombardia,confinante con altre 7 province che influiscono sulla cultura e sulle tradizioni locali.A nord c’è Brescia,ad est Verona,entrambe aree “bianche”,mentre a sud confiniamo con ferrara,Modena,Reggio Emilia e Parma che hanno fatto sentire la loro grande influenza “rossa”.Da noi,nel 1901 è nata la Federazione Provinciale delle Leghe Bracciantili e l’anno successivo il Congresso del Lavoratori della terra.Questi brevissimi dati ci aiutano a capire quanto è avvenuto nell’emisfero femminile nell’ultimo secolo.Il film “Novecento”,di Bertolucci girato nelle campagne tra Parma e Mantova,in particolare nella mia città,ci presenta un eloquente spaccato.In quelle grandi corti agricole,siamo ai primi del ‘900,le donne mangiano divise dagli uomini ma ne condividono le lotte e vi partecipano attivamente fino almeno alla seconda guerra.Ma solo pochi anni dopo,un brevissimo lasso di tempo dal punto di vista storico,troviamo le stesse donne che nelle campagne inforcano le biciclette e vanno a ballare il “liscio”senza chiedere consensi o permessi ai maschi di casa.Non dipendono più da loro e il diritto di voto del ha sancito un nuovo equilibrio sociale.Anche se le tradizioni vengono rispettate: il fidanzato non entra in casa,se non previo consenso del capofamiglia,al massimo ci si “parla”,lei alla finestra,lui in strada.La moglie poi andrà a vivere nella casa dello sposo e dovrà accudire i suoceri,ai quali darà sempre del “lei”,a volte anche del “voi”.Mia nonna,che era mondina,partorì mio padre in risaia! Poi tre giorni a casa,poi di nuovo in risaia.In tavola prima si servono gli uomini,le donne mangiano insieme,sedute vicino al camino,o in un’altra stanza,se c’è.E la sera ci si ritrova al tepore della stalla,mentre gli uomini vanno all’osteria.E lì ci si raccontano favole,leggende,avvenimenti fantastici.Il bucato si fa sulle rive dei laghi o canali.Distese sulle assi le donne socializzano e solidarizzano,è per loro un momento di coesione sociale il ritrovarsi insieme.La gestione familiare è comunque affidata a loro: i figli,la casa,le cure.Tutto le donne,l’uomo deve solo lavorare e provvedere al sostentamento.A meno che anche lei non lavori e allora ci si divide i compiti.Ma sempre è lei che cura la casa,gli abitanti,la gestione.Gesti che si sono ripetuti all’infinito per centinaia di anni e,nello stesso tempo,realtà immensamente lontane dal nostro quotidiano,sebbene siano successe solo poco tempo fa.

Flavia Cremonesi