Leggendo l’ articolo di Repubblica con le rilevazioni di Ambra e di Chiara il primo istinto oltre al vomito é stato quello di azzerare tutto e pensare che questo marciume fosse frutto della fantasia di un giornalista comunista.
Infatti mai come in questo periodo quando vengo a conoscenza di questi deliri berlusconiani mi viene voglia di fare un tuffo nel passato e tornare ai tempi di Adamo ed Eva dove l’atto più sconveniente era rappresentato dal cogliere una mela dall’ albero proibito.
Invece nel 2011 dopo tante battaglie per affermare i nostri diritti ci troviamo con un Presidente megalomane che combatte contro il decadimento del suo arnese circondandosi di prostitute di medio borgo e sfogando i suoi istinti più repressi.
Siamo passate dal baciamano dei gentiluomini al baciatette a pagamento di due vecchi bavosi.
Mi piacerebbe sapere quanti uomini di fronte a queste rilevazioni hanno avvertito il nostro stesso senso di nausea.
E a questi uomini che speriamo non siano una minoranza chiediamo se non è il caso oggi più che mai di far sentire la loro voce.
Una voce che sovrasti le pervesioni a pagamento di un folle e della sua corte e che si erga a difesa delle Donne vere di cui è pieno il mondo e di cui sicuramente questi uomini sono circondati.
E proprio a questi Uomini diciamo:
Fatelo per noi ma soprattutto fatelo per voi..perché come noi Donne non vogliamo più essere equiparate alle donne del Bunga Bunga da cui ci discostaimo su tutti i fronti voi Uomini dovreste prendere le distanze da questi omuncoli che ci trattano come oggetti e da tutti coloro che avrebbero voluto essere al loro posto.
Se vogliamo veramente ottenere un cambio di direzione nella nostra società dobbiamo scendere in fretta dal treno di Arcore e iniziare a camminare tutti insieme sulla strada che ci riporti alla dignità dei rapporti umani.
E questo proposito cito una frase di Ingrao tratta da Indignarsi non basta
“Ho imparato in questo secolo l’indicibile dell’umano,di ognuno di noi e della relazione con l’altro che non possiamo mai afferrare fino in fondo.La mia paura è che mi venga tolto non il pane e nemmeno la Costituzione,ma questa idea dell’umano.Vi prego,non permettete che la domanda dell’essere umano venga cancellata”.

Indignarsi non basta più.

Marta Proserpio

Fonte:www.popoloviola.org