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di Marta Proserpio

Qualche anno fa mio nipote che aveva all’ incirca quattro anni mi chiese se era vero che i maschi potevano baciare solo le femmine.
Io senza alcuna esitazione gli risposi che lui poteva baciare chi meglio credeva,che avrebbe deciso lui secondo il suo sentire.Credo che sia normale trasmettere ai propri figli o nipoti che qualcosa è più giusto rispetto ad altro ma credo anche che quando si tocca la sfera dei rapporti umani e della sessualità non si possa portare i bambini a ragionare per comportamenti stagni.
L’ amore non ha connotazioni,si ama punto e basta.
Il desiderio non ha connotazioni,si desidera punto e basta.
E chi ha deciso che io debba amare un uomo o una donna?Perché la società deve scegliere ciò che è giusto per me?
L’ ultima volta che ho messo piede in una chiesa ,a Roma si stava svolgendo il gay pride. Il prete del mio paesino asserì nell ‘ omelia che il mondo era andato avanti per millenni in una sola direzione, che era l’ unica giusta e che i gay e le lesbiche erano nel torto.
In quel momento mi sono sentita morire,non per me perché la cosa poteva anche scivolarmi addosso pensando egoisticamente di essere nel giusto.
Ho sentito una morsa al cuore pensando che in quella chiesa potesse essere presente una persona omosessuale e che ancore una volta doveva fare i conti con l’ ignoranza umana,ancora più grave perché si manifestava nel tempio di Dio.
Dopo questa esternazione sono uscita ed è stata l’ ultima messa a cui ho assistito.
Io credo che l’omofobia vada combattuta prima di tutto cambiando un pezzo alla volta il modo di porci di fronte ai sentimenti,cercando di abbattere nella nostra società il concetto di normalità.
E ognuno di noi con i suoi comportamenti,con i suoi atteggiamenti può contribuire a questa svolta del pensiero.
Il 23 maggio verrà discussa in parlamento una legge contro l’omofobia promossa da Anna Paola Concia e noi DonneViola ci impegneremo ancora di più a dare luce a queste continue discriminazioni che subiscono le persone omosessuali.
Ma credo che poi dovremo fare di più,dovremo lavorare su noi stessi. Dovremo sentirci ogni giorno tutti un po’ etero,un po’ gay,un po’ lesbiche. Dovremo semplicemente sentirci…… Persone.
Con la speranza che un giorno l’unica legge da rispettare sarà quella del sentire.