di Claudia Petrazzuolo

 

 

Fero fers, tuli, latum, ferre.

Questo è il paradigma latino del verbo portare.

Si tratta di un verbo irregolare che, ai miei tempi, ha costituito più di un ostacolo quando si trattava di tradurre qualche brano del “de bello Gallico” di Giulio Cesare o del “ de rerum natura” di Tito Lucrezio Caro. Lo studio della lingua latina sembrava a quei tempi, qualcosa di inutile e terribilmente noioso, ricordo che l’obiezione più frequente che si faceva ai professori era “ è una lingua morta … a che serve … che ci frega di chi ha fatto cosa nella Gallia o in natura “ e si era talmente e giovanilmente ottusi, da neanche ascoltare le spiegazioni contenute nelle risposte dei professori; però, era una cosa da fare, e quindi, volenti o nolenti, ci si applicava sfogliando il dizionario o sbirciando nel libro di grammatica latina per ricostruire l’esatto senso italiano di ciò che si doveva tradurre: non una traduzione alla lettera dunque, ma una trasformazione dal latino all’italiano. A distanza dei tanti anni oramai trascorsi, tutto ciò ha fatto si che oltre a leggere una cosa, si riesca, a volte, anche a capirne il senso non sempre esplicito, evidente, cristallino.

Succede in questo paese che le cose vanno male. Chi ancora non se ne fosse accorto, corra da un ottico o/e da un otorino perché evidentemente sofferente di qualche disturbo alla vista e/o all’udito. E’ di ieri la richiesta congiunta di tutte, tranne la UIL e non si capisce il perché di questa assenza, le organizzazioni sociali: banche, sindacati, confederazioni del commercio dell’artigianato, dell’industria ecc. ecc., a che Berlusconi ed il suo governo facciano un passo indietro e lascino ad altri la gestione della cosa pubblica ormai, metaforicamente parlando, con entrambi i piedi nella fossa ed in attesa che qualcuno butti giù le ultime palate di terra. Ora, detto che ciascuno ha il diritto di impiccarsi al ramo che più gli piace, ma nessuno ha il diritto di trascinare nel suo penzolare altri che sé stesso, vediamo che il governo della nazione fa orecchie da mercante e nella fatti specie:

A) gli ominidi della Lega portano dei surrogati ministeriali lontano dalla loro sede costituzionale mettendo in atto la più grossa delle prese in giro visto che essi distaccamenti non hanno alcun valore né operatività legale perché la loro dislocazione non è frutto di un atto ufficiale del governo, non è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale, non ha avuto nessun avallo parlamentare;

B) Al senato si votano DDL tesi ad allungare i tempi dei processi penali fino alla notte dei tempi nella certezza che ciò è fatto per tranquillizzare i mercati internazionali e non per salvare il “ culo flaccido “ del premier;

C) Il ministro del Tesoro Tremonti si dimette da “INQUILINO” di una casa che qualcun altro pagava al suo posto, liquidando con una battuta una situazione tragicomica, (sarebbe tragica, ma siamo in Italia e quindi è gioco forza anche comica) che vede il suo principale collaboratore indagato per i reati più vari in partenza per le ferie ed in attesa, dopo il meritato riposo, che il parlamento a settembre ne autorizzi l’arresto;

D) Il segretario del maggior partito di opposizione arrampicarsi sugli specchi di una sua presunta, ma allo stato dei fatti da credere, estraneità riguardo alle malefatte del suo braccio destro;

E) Un magistrato, tal dr. Capalbo procuratore a Roma, affermare che colleghi di altra procura vogliono nuocere a lui ed al suo ufficio, solo perché riportano agli atti di una sua cena con il collaboratore di Tremonti mentre questi era già indagato e lo si sapeva, portando a sua giustificazione che al tempo di quella cena il tipo non era indagato dalla sua procura, tralasciando però il dire se comunque fosse opportuno o no;

F) Tutti fingono di dimenticare le affermazioni fatte, gli uni contro ciascuno degli altri, e riportate nelle intercettazioni sull’indagine P3 e P4;

G) Mille e passa persone, tra camera e senato, continuano a prendere uno stipendio da nababbi senza occuparsi dei drammi del paese.

Allora nella mia mente stamattina è scattata quella molla che mi consentiva di di riuscire a trasformare in lingua Italiana un passo latino e mi è parso di intuire che forse a tutti questi signori non importa un fico secco delle vicende del paese, che forse questi signori stanno solo svolgendo al meglio il compito vero per il quale si sono messi in politica, che forse essi sanno che è in corso la loro ultima possibilità e quindi tendono a portare a casa quanto più è possibile, che forse noi stiamo vincendo in misura maggiore di quanto noi stessi crediamo …, vuoi vedere che:

“ Cesare ac Cato in senato “ significa davvero che “ CESARE HA CACATO NEL SENATO?”.

 

per gentile concessione di “Claudia Petrazzuolo”