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Lo spettro della crisi minaccia pesantemente il nostro paese, una crisi complessa, legata alla evoluzione globale del sistema capitalistico sulla quale grava il peso di tre “caste”:

Politica, Finanza e Chiesa

Come se non fosse sufficiente, altri oneri opprimono subdolamente ma pesantemente il sistema economico Italiano:

Corruzione, Evasione Fiscale e Mafia

Si parla dovunque di un debito pubblico del nostro Paese impressionante, terzo nel mondo: un disavanzo di 1.890 miliardi all’aprile 2011, aumentato nell’ultimo anno di ben 75,2 miliardi (l’unita’).

Uno schema grafico illustra in modo esplicito l’incremento del debito nel corso degli anni:

Il debito pubblico si manifesta come le obbligazioni emesse dal Tesoro e si forma perché le spese dello Stato sono maggiori delle sue entrate. La gestione dello stato se non è finanziata con l’emissione di moneta, è coperta dall’emissione di obbligazioni. Chi detiene le azioni del nostro debito?

In complesso il paese ha perso produttività e si presenta oggi nei mercati mondiali notevolmente svantaggiato

Le aziende sono in crisi per burocrazia e pressione fiscale tra le piu’ alte in Europa

L’economia e’ ferma e si osserva una progressiva riduzione del PIL al quale corrisponde un aumento della disoccupazione

A questi fattori corrisponde un calo del potere d’acquisto e della capacita’ di risparmio dei cittadini

La legalità rappresenta la condizione necessaria per garantire al Paese una tenuta democratica, la convivenza civile e sviluppo economico”. La mafia ha cambiato il volto e si è trasformata in una realtà che coinvolge soprattutto le attività economiche, e’ diventata impresa. abbiamo cosi’ la “Mafie Holding” , che secondo una stima della Confesercenti, ricava esentasse oltre 130 miliardi di euro, con un utile di circa 70 miliardi da attività illecite come: pizzo, usura, furti, rapine, contraffazione, contrabbando, narcotraffico, ecc.

La ” Mafie SpA“, il ramo commerciale della prima azienda, ha un fatturato superiore ai 90 miliardi di euro che investe i ricavi della “Holding” in attivita’ commerciali consolidandone così il patrimonio economico attraverso attività legali.

L‘evasione fiscale provoca un mancato gettito al fisco, stimato dalla Confindustria in 125 miliardi (altre fonti indicano addirittura cifre tra i 150 e il 160 miliardi di euro). Si articola su vari livelli partendo dalla emissione degli scontrini alla evasione di grosse società.

Nell’aprile del 2010 la mappa dell’evasione fiscale in Italia era la seguente.

  • Economia sommersa: almeno 2.400.000 occupati svolgono un’attività irregolare come lavoratori dipendenti, € 34 MLD.
  • Economia criminale: controllo del territorio, € 63 MLD.
  • Società di capitale: il 81% delle società di capitali dichiara redditi negativi o meno di € 10 mila, € 18 MLD.
  • Big company transfer pricing conti off-shore e società estere: € 31 MLD.
  • Lavoratori autonomi e piccole imprese: mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali, € 10 MLD.

Un totale di 156 Miliardi di euro sottratti al fisco.

La corruzione brucia ogni anno in Italia 50 miliardi all’anno. È la stima di Transparency international Italia tratta dalle recenti analisi della Banca mondiale, senza tener conto delle malversazioni su fondi pubblici e accaparramento illecito di risorse pubbliche.
A questo valore bisogna aggiungere anche la percezione che i mercati internazionali hanno del fenomeno corruzione poichè le varie associazioni di rating valutano il “rischio” di investimento nei diversi paesi anche in rapporto al fenomeno corruzione. Dice Scarpinato: “La corruzione fa parte della Costituzione materiale di questo Paese. Prima veniva praticata sottobanco mentre oggi avviene alla luce del sole”.

Con buona prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico, pur non essendo eletta dal popolo.

Camillo Ruini diceva nel 1986 : “Quando sono arrivato alla Cei si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati”.

Nel “ventennio Ruini”, segretario dall’86 e presidente dal ’91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. Un fiume di soldi comincia a fluire nelle casse della Cei dalla primavera del 1990, quando entra a regime il prelievo diretto sull’Irpef. In sintesi spendiamo per la Chiesa:

  • un miliardo di euro all’anno: l’8xmille e’ una mezza finanziaria (L. 222/1985).
  • 650 milioni vengono versati dallo Stato alla chiesa cattolica per gli stipendi dei 22 mila insegnanti di religione in nome di un vecchio concordato.
  • 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità.
  • Occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano che si può valutare sui 400 ai 700 milioni per il mancato incasso di l’Ici in 500 milioni per esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni di elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico.
  • Poi ci sono i grandi eventi: dal Giubileo costato 3500 miliardi di lire all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro),con una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni. La protezione civile è riuscita a spendere soldi anche per un evento svoltosi in Germania: 16.800 euro per la XX Giornata Mondiale della Gioventù avvenuta a Colonia nell’agosto 2005.
  • legge regionale (L.R. Veneto 20 agosto 1987 n. 44) obbliga i comuni a versare l’8 per cento ( non l’8 per mille) degli oneri ricevuti per l’urbanizzazione secondaria (asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie per le chiese e gli altri edifici religiosi).

Costi della politica

L’ESERCITO DEI POLITICI:

Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un «sovrabbondante sistema istituzionale», quantificabili in circa 6,4 miliardi:

un totale di 24,7 miliardi (12,6% del gettito Irpef), pari a 646 euro medi annui per contribuente. Più che una casta è una grande città, popolata da oltre un milione e 300mila abitanti.

Tanti sono oggi gli italiani che vivono, direttamente o indirettamente, di politica: ministri, parlamentari, assessori, consulenti, membri delle municipalizzate.

Un esercito.

A partire dai 145mila parlamentari, ministri e amministratori locali, di cui: 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila membri dei consigli d’amministrazione delle 7 mila società, enti e consorzi a partecipazione pubblica; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza presso una qualche amministrazione. La casta nazionale e’ quindi solo il vertice di una piramide costituita da privilegiati regionali e provinciali.

Quanto costa il Parlamento?

spesa annua complessiva: 1.070.994.520

stanziamento previdenziale: 138.200.000

deputati pensionati ad oggi: 1.813 (1329+484 familiari che godono della reversibilità)

pensione media mensile: 6.352

spese per affitti: 35.625.00

presidio medico interno: 1.615.00

segreteria degli onorevoli: 27.900.000

stipendi del personale: 235.500.000

servizio di ristorazione e spesa mercato: 6.000.000

spese per servizio pulizie: 7.720.000

spese telefoniche: 2.315.000

stampa atti parlamentari: 7.150.000

spese trasporto: 12.905.000

aggiornamento professionale: 1.340.000

beni, servizi e spese diverse: 59.530.000

contributi ai gruppi parlamentari: 36.250.000

spese attività interparlamentari ed internazionali: 2.190.000

spese cerimoniale: 710.000

spese impianti sicurezza: 2150.000

informatica: 9.400.000

Quanto guadagnano i Parlamentari?

per:

ed i Senatori? Quanto guadagnano?

In Senato si lavora per 9 ore la settimana.

Un totale di 1.415 ore dall’inizio della legislatura con una media di 3,5 sedute la settimana della durata di 2,5 ore ciascuna.

Per una casta nazionale ce ne sono almeno 20 regionali. Si tratta di ben 1.113 consiglieri regionali che, a pieno titolo, fanno parte della cosiddetta Casta degli Intoccabili. Noi siamo abituati a pensare ai parlamentari, ma nel gruppone ci sono anche i consiglieri regionali, i consiglieri comunali, i consiglieri provinciali, i consiglieri delle comunità montane,di circoscrizione, ecc. E’ una vera indecenza che non può che suscitare grande indignazione nell’opinione pubblica, peraltro poco avvertita di quanto succede nelle tante stanze del potere italiano. Due anni di lavoro e una pensione a vita di tre mila euro. Oppure cinque anni, un’intera legislatura, e un assegno vitalizio mensile di 7 mila euro

Gli stipendi dei Presidenti di regione:

in sintesi:

Le varie manovre finanziarie che si succedono vorticosamente tra correzioni e revisioni purtroppo mirano semplicemente a “fare cassa” con tagli che purtroppo si fanno sentire pesantemente sullo strato sociale medio-basso, appiattendolo quasi, senza che pesanti interventi contrastino lo sperpero del denaro pubblico: costi eccessivi della politica e della chiesa, mafie, che si stanno diffondendo a macchia d’olio su tutto il territorio, corruzione ed evasione fiscale.

Il Paginone

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Immagini e grafici tratti da: il post, l’unita’ ed il fatto