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Il nostro Paese e’ in balia di un nocchiero traviato e malato, che non perde occasione per dare prova della sua bassezza di essere umano e della sua moralita’.

Oggi il Paese dovrebbe essere a lutto per i funerali delle donne morte a Barletta, stare in silenzio e pensare che questa ennesima sciagura e’ il frutto di una politica ignobile, di leggi ingiuste che tutelano chi, approfittando della miseria degli uomini, sfrutta le loro vite e le riduce in polvere.
Invece oggi si discute sull’ennesima battuta del nocchiero malato che inneggia alla “gnocca” .

Egregio Signor Nocchiero
Penso di abbracciare il pensiero di tutte quelle che si reputano DONNE e non GNOCCHE e sa cosa Le dico signor nocchiero ?

Che le donne di questo paese sono stanche.
Che le donne di questo paese non amano essere definite con gli appellativi che Lei adopera per le sue ministre, veline,  meteorine,  signorine del bunga bunga.
Che le donne di questo paese, che lei offende ogni mattina con il suo recarsi in parlamento,  sono altro:  sono quelle che lavorano, che corrono, che tutelano le loro famiglie e i loro figli, quelle che insegnano loro i valori della vita, del rispetto, quelle che durante il giorno evitano di far vedere ai ragazzi trasmissioni che non rispettano il minimo senso del decoro e che rendono vuoti i cervelli; quelle che comprano materiale didattico e lo portano nella scuola pubblica che e’ stata ridotta in fin di vita dai suoi ministri, quelle che si battono in difesa della cultura come unica fonte di liberta’ dell’individuo, quelle che donano il loro tempo a persone disagiate, quelle che tanto altro fanno per la vita di questo paese e che scendono in piazza per gridare il disappunto verso un sistema indecentemente marcio, anche in nome di tutte quelle “gnocche” che lei tanto esalta e così poco rispetta.
Le donne italiane, egregio nocchiero, sono quelle che la mattina alle cinque si alzano, lasciano i figli a letto, li baciano e vanno a lavorare per quattro sporchi e miseri euro pensando di poter regalare loro un giorno di felicità in mezzo a tanta tristezza, quelle che non torneranno piu’ a casa perche’ travolte da cumuli di sabbia travestiti da palazzo!
Davanti a queste donne lei e i suoi fidi ” bravi” dovreste vergognarvi e tacere, avere il coraggio di andare in mezzo a quella sabbia e sentire quale sia l’odore della morte e della disperazione, prendere i figli di queste donne e spiegare che le madri sono morte perche’ c’e’ chi costruisce e risparmia, chi non controlla, chi non denuncia, chi non paghera’ mai nessuna colpa.

Lei non conosce queste donne e per fortuna queste donne non conoscono lei!
Queste donne faranno attraccare il nocchiero e la sua nave al molo e lo costringeranno a scendere !

Nina