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Ho piu’ volte pensato in questo ventennio che il nostro Paese, per una sorta di atavica maledizione,  fosse costretto a scrivere la sua storia nel mondo su una serie di corsi e ricorsi storici.
Cambiano i giorni,  i mesi e gli anni ma alcuni accadimenti se messi a confronto sono molto simili. 


Correva l’anno 1943 quando un colpo di stato, il 25 luglio alle ore 22,40, eliminò Mussolini  dalla scena politica italiana, portando al governo Badoglio.
Dopo l’annuncio di fine regime le strade del paese si riempirono di folle festanti; il paese era distrutto da una guerra che nessuno voleva, se non Mussolini;  il popolo annientato e alla fame era ormai incapace, da tempo, di ogni reazione.
Si attendeva con ansia la fine e quella sera il popolo italiano vide, erroneamente  nel generale,  la conclusione di un periodo tetro.
Ma visto che il diavolo non si conosce mai fino in fondo, mai speranza fu più disattesa!
Ne pace ne libertà da quella sera, ma altri 45 giorni di passione e di tradimenti!
Ieri sera , quasi per una fatale combinazione, anche se con un’ora di anticipo sulla normale tabella di marcia prevista per l’eliminazione dei dittatori, il Paese ha debellato il secondo ventennio fascista e deposto il duce Berlusconi.
Ieri sera le strade si sono nuovamente riempite di gente festante .
Grida di dissenso, accompagnate a onor del vero da qualche insulto, senza dubbio alcuno giustificato,  hanno rotto un muro di silenzio durato anni.

Strano effetto ha fatto a tutti quel dissenso specie se lo si confronta con la la silente sopportazione durata fino al giorno prima.
Abbiamo visto dittatori morire giustiziati dalla folla o da tribunali che li hanno fisicamente eliminati.

Per il nostro ducetto, vista la statura e non solo quella fisica,  nessuna pena corporale ma solo un duro colpo alla sua arroganza e saccenza!
Via, di notte, dalla porta secondaria,  quella che in genere adopera la servitù,  la sola strada che i codardi e i vigliacchi conoscono per sottrarsi alle proprie responsabilità.
Fischi e monetine lo hanno accompagnato lungo la strada del declino nonostante la destra alzata, in segno di saluto, dopo la destituzione!
All’improvviso e’ sembrato che quel regime, acclamato al suo nascere con tanto entusiasmo, fosse lontano anni luce!


Le folle oceaniche che acclamavano l’astro nascente Silvio erano degne dei bagni di folla che Mussolini vedeva dal balcone di Piazza Venezia.
Il motto ” credere, obbedire, combattere”  ha gestito le menti dei suoi collaboratori e dei suoi seguaci fino al vergognoso azzaramento di ogni capacità di analisi e critica oggettiva.
Il popolo dissenziente,  risparmiato da olio di ricino e campi di sterminio, è stato annientato da una miriade di antenne lungo i cui fili correvano parole, canzoni e e notizie che hanno ribaltato i costumi di quella che era inizialmente una società con fermi valori !

Il popolo è stato punito con la costruzione della società del nulla assoluto che nulla ha prodotto se non falsi e valori e false speranze.

Ieri sera il duce è stato deposto e al suo posto c’è un tecnico e non un generale!


45 giorni o di più non si sa, ma qualunque sia la sua durata,  speriamo che il popolo, anche stavolta ridotto allo stremo, non debba rivevere un secondo governo Badoglio.

NINA.