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Mi fanno sorridere i Berlusconiani Doc.

Non hanno mai avuto il minimo senso critico e lo dimostrano in questo frangente.

Vivono nel culto del re e, nonostante il loro sovrano ci abbia ridotto a pane e acqua, si auto convincono di pasteggiare a caviale e champagne.

Oggi leggevo frasi di questo tipo: “Se l’avesse fatto Berlusconi avrebbero tirato fuori i forconi.”

La differenza sostanziale è che Berlusconi non ha fatto nulla.

O per lo meno non ha fatto nulla senza un proprio tornaconto personale.

L’ Ici l’ha tolta per non invalidare un’ intera campagna elettorale. E forse se l’avesse mantenuta per i redditi alti, ora chi è in difficoltà non dovrebbe pagare.

E per il resto cos’ha fatto?

Sono io che ho la memoria corta o non ha mai preso un provvedimento per risanare l’economia?

Se vado indietro con la memoria le parole che mi riecheggiano sono: Processo Breve, Scudo Fiscale, Riforma della Giustizia, Legge Bavaglio.

Per anni, mentre noi arrancavamo, il re si preoccupava di se stesso e della sua corte.

Mentre lui e la sua corte mangiavano il Tacchino, al suo popolo tirava Briosche.

Ci ha lasciato in eredità un paese in cui la forbice tra ricchi e poveri si è allargata ancora di più, dove oggi più che mai, chi è in difficoltà, guarda con occhio torvo chi non lo è.

Ci ha reso un paese disgregato ma che non ha perso il senso critico.

Perché noi, che è da anni che soffriamo, non idolatriamo nessuno.

Nemmeno chi potrebbe rappresentarci alle prossime elezioni.

Non abbiamo RE o REGINE. Non abbiamo PROFETI.

Abbiamo solo noi stessi e il potere della parola, che per il momento nessuno ci ha tolto.

Quella parola, che quotidianamente utilizziamo per esporre le nostre critiche nei confronti di una manovra che ci appare tutto fuorché equa; quella parola che usiamo anche per ammonire i partiti affinché non si ripeta la storia precedente, ovvero che si sia troppo accondiscendenti verso provvedimenti che vanno invece bocciati, se di vuole veramente dare un senso alla parola equità.

Noi non siamo un gregge.

La fine del Regno Berlusconiano è stata di sicuro una liberazione ma non per questo ci siamo seduti sugli allori.

Il percorso è lungo e impervio, ma noi non saremo spettatori.

Non accetteremo cose che non reputiamo giuste.

Che le faccia Monti o qualsiasi altro esponente della sinistra.

Un diritto che non ci hanno ancora tolto è quello di critica.

Una critica non fine a se stessa ma costruttiva. Una critica che si accompagna sempre a una proposta alternativa.

Una proposta che nasce dalle persone comuni e che i partiti questa volta non possono non ascoltare.

Marta