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Girando nelle città in questi giorni più che Natale sembra di essere a Novembre.

I negozi sono semivuoti e le persone che girano per le strade hanno con sé pochi pacchettini.

Questa crisi spaventa perché,  forse per la prima volta,  si percepisce in maniera reale.

Serpeggia ansia, preoccupazione e molto spesso frustrazione.

In questo Natale anonimo e così sottotono si riesce però a prendere più contatto con sé.

La minore frenesia mi ha aiutato ad avere rapporti più umani e in un certo senso a riscoprire dentro di me il vero senso del Natale.

E così ho scoperto che il Natale che piace a me è:

il Natale di Ilenia che  ci chiede di non esagerare con il cibo, di cucinare il necessario senza inutili sprechi,

il Natale di Sara che ha addobbato l’albero con i regali acquistati da Emergency,

il Natale di mia sorella che ti dice che non vede l’ora di poter stare tutti insieme,

il Natale dei bimbi che entrano in negozio con 10 euro in monetine per comprare il regalo a mamma e papà,

il Natale di Silvia che mi ha donato un bel racconto del libro Cuore che mi ha rimesso in contatto con la vita vera,

il Natale dove quel che conta è il tempo scandito dallo stare insieme e al resto si penserà dopo,

il Natale in cui si festeggiano i  valori veri cercando di metterli in atto nella quotidianità.

E allora a tutte noi auguro un Natale ricco di tutto ciò che è più vero.

Auguro un Natale in cui ognuno di noi possa riprendere contatto con la propria umanità.

Accendiamo noi stessi.


Questo per me è il Vero Natale.

Marta