Ovvero come dalla preghiera passare alla galera…… e forse all’ospedale psichiatrico giudiziario

Abdou Lahat Diop e’ un ragazzo senegalese di 30 anni che vive in Sardegna, con regolare permesso di soggiorno.

Il 16 dicembre ha deciso di pregare secondo le regole del suo credo. La preghiera di Abdou e’ sembrata particolarmente strana ad un maresciallo dei carabinieri, che tra l’altro conosceva personalmente il ragazzo.
Il maresciallo ha chiesto ad Abdou se avesse bisogno di aiuto.
Abdou voleva continuare a pregare e, quando sono arrivati altri carabinieri la situazione e’ degenerata.

Abdou e’ astato arrestato per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
Dal tribunale e’ stata richiesta una perizia psichiatrica ed in base a questa Abdou, che dichiarava di “non aver fatto male a nessuno”, e’ stato dichiarato incapace di intendere e di volere e pericoloso per la società.
Abdou si trova attualmente nel carcere di Oristano in attesa di essere trasferito nell’ospedale psichiatrico di Aversa.
Alcuni lati oscuri della vicenda sono dati dal fatto che:

  • Abdou e’ stato interrogato senza la presenza di un interprete e di un mediatore culturale, dovendosi quindi esprimere in una lingua non sua e senza che nessuno potesse attestare la assoluta normalità delle sue preghiere.
  • Abdou e’ stato giudicato incapace di intendere e di volere da un solo perito e non risulta che sia in cura presso alcun servizio psichiatrico. Chi ha avuto la possibilità  di visitarlo in carcere parla di un Abdou sereno e collaborante, grato alla comunità che si sta interessando al suo problema.

Su richiesta dei familiari di Abdou si e’ mobilitato il comitato sardo “stop OPG” ( http://stopopgsardegna.com ) nominando un avvocato e predisponendo una controperizia per revoca della misura di internamento in un OPG.
Abdou deve avere il diritto ad un giusto processo nel quale possa difendersi con tutti gli strumenti possibili e, se davvero dovesse dimostrarsi uno stato di malattia mentale, gli si deve assicurare il diritto ad un trattamento sanitario adeguato, nella sua città, certamente non in un carcere psichiatrico.
Tanti ormai in Sardegna si occupano del problema di Abdou e la affollatissima conferenza stampa che si e’ tenuta stamattina per informare e fare il punto sulla vicenda ne e’ la riprova.


La società civile e’ spontaneamente pronta ad accogliere i fratelli che arrivano da altre terre e ad integrare reciprocamente le culture, nel pieno rispetto delle diversità.
Purtroppo le istituzioni sono lontane anni luce e succede che in Italia chi prega finisce in carcere, pronto ad un trasferimento in un OPG e chi ha legami con la malavita governa.
Davvero una strana storia.

DonneViola