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Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto e del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea“.

Primo Levi

 

 

Pochi giorni fa nello stato di Israele è stata confermata una legge parlamentare del 2003, che noi riteniamo al limite della vergogna.
Un cittadino Israeliano che vuole sposare una donna palestinese (o una cittadina israeliana che vuole sposare un uomo palestinese) lo può fare solo fuori dai confini israeliani perdendo in automatico la cittadinanza.

Nelle parole del giudice Asher Grunis l’assurda motivazione:
Secondo la Corte, i palestinesi che diventano cittadini israeliani tramite matrimonio sono una minaccia per la sicurezza dello Stato. Rispettare i diritti umani non vuol dire accettare un suicidio nazionale

Questo è l’atto finale di una campagna che dura da parecchi anni.
Un mese fa il ministero dell’immigrazione israeliano ha diffuso su you tube dei video in cui sollecitava il rientro degli ebrei americani in Israele.
La motivazione addotta è il rischio di perdere la propria identità e la paura su cui far leva è che i matrimoni misti rappresentano una minaccia per il popolo ebraico.

Tutto questo come sempre avviene nel silenzio assoluto.

Forse sarebbe di buon auspicio che i governanti israeliani riacquistassero la memoria.
E che magari si ricordassero di quanto avvenuto durante l’ olocausto quando mariti e mogli ebree venivano strappati alle loro famiglie ariane.
Quando donne e uomini tedeschi venivano praticamente costretti a firmare il foglio di divorzio nei confronti dei loro coniugi ebrei.

La memoria di sicuro serve.
Ma come può chi governa un popolo, che ha subito tali nefandezze, chiedere al mondo di non dimenticare nel momento in cui si comporta nello stesso identico modo?
La memoria dovrebbe infatti servire ai popoli per non ripetere gli stessi errori.

Forse dovrebbe essere istituito insieme alla giornata della Memoria anche una Giornata contro il Silenzio.

Il Silenzio dei media, delle istituzioni, dell’Occidente che non vuole vedere e che si fa complice dell’emanazione di nuove leggi razziali.

Una complicità di cui noi non vogliamo essere in alcun modo partecipi.
E la domanda che ci sorge trovando in rete queste notizie e che vorremmo arrivasse anche alla nostra stampa è la seguente:

Se la stessa legge fosse stata emanata da un altro Stato ci sarebbe stato lo stesso silenzio?

 

DonneViola