A lezione di tacco“…
Seduzione : i segreti delle donne“.
Dovrebbero pubblicizzare un jeans … in realtà ti vendono uno sguardo invitante e volgare…

E basta…!!!
La mia critica, in questo momento, non è rivolta a quelle donne che, culturalmente allineate al maschilismo imperante, ubbidienti lo rispettano (fino a consacrarlo a loro stesso codice di comportamento, riconoscendo così una superiorità di genere) ma alla frazione di donne “emancipate tra virgolette” che spesso fa più danno alla causa di quanto non ne facciano molti dei loro stessi referenti maschi.
Questo tipo di donna, generalmente acculturata, vive la sua “indipendenza intellettuale” (“penso-faccio-sogno quello che voglio… perché sono libera“) con una dicotomia di stampo manicheo e non riesce a decidere veramente da che parte stare.

Le piace essere considerata “alla pari” dagli uomini ma forse, non avendo “lavorato” a sufficienza sul proprio lato narcisistico non sa rinunciare ad essere, in qualsiasi momento e circostanza, principalmente “femmina”.

E’ il tipo di donna per cui la bellezza è non solo, un valore primario e assoluto di riferimento, ma anche un irrinunciabile sguardo sempre condito di sex-appeal.

E’ il tipo che quando vuole offendere un’altra donna, lo fa con pensieri, parole e un’aggressività di stampo tipicamente maschilista, e quando va a comprare un abito ne valuta soprattutto l’impatto attrattivo, e quando si fa fotografare in pose sconvenienti, parla di “nudo artistico” e via così…
Con la pressante esigenza di piacere ed essere a tutti i costi “desiderata” questo tipo di donna confonde, o forse proprio non sa distinguere cosa è simpatico da ciò che è offensivo; non sa guardare con occhio distaccato i propri comportamenti e non sa rendersi conto che c’è un limite oltre il quale anche l’ironia e lo scherzo si trasformano in luogo comune reiterato a beneficio di una mentalità che nutre “il maschio” e non l’uomo, la massa e non le persone, lo stereotipo e non l’archetipo.

Ci vorrebbe per tutte noi un po’ più di sana auto-analisi comprensiva di auto-critica per evitare di continuare ancora a fare gli stessi errori che ci hanno consegnato in tutti questi anni sempre lo stesso problema…e cioè come conciliare il “diverso” concetto di emancipazione che hanno di sè le donne ed un comportamento che sia consono ai vari contesti della vita sociale senza per questo rinunciare o offendere la propria e/o altrui dignità e sensibilità.
In sintesi e molta approssimazione “IL PROBLEMA DEI PROBLEMI“, quello che ci ha impedito finora di costruire una reale, indispensabile, complice “sorellanza“.

Ne vogliamo parlare?

Nadia