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8 marzo 1972
A Campo dei Fiori compaiono questi cartelli:
Donna è bello“, “Donne non si nasce ma si diventa“, “Legalizzazione dell’aborto“, “Liberazione omosessuale“.
A queste scritte la polizia reagì caricando, manganellando e disperdendo le manifestanti.

8 marzo 2012
Cos’ è cambiato?
Una nostra follower, su twitter alcuni giorni fa, ci ha scritto che nel suo stato fb inserirà che non vi è nulla da festeggiare.
A pensarci bene non abbiamo nulla da festeggiare nemmeno noi.

Se facciamo un bilancio di quest’anno prevalgono le giornate in cui abbiamo sentito dentro di noi sdegno e indignazione.
Ogni giorno è un bollettino di guerra:

Donne uccise da uomini che rivendicano la loro nuda proprietà.

Donne umiliate, stuprate e spesso minacciate.

Donne che non vengono tutelate in alcun modo dalla legislazione.
Donne che se scoprono di aspettare un bambino non possono gioirne pienamente, perché troppo spesso la maternità coincide con un licenziamento o, se si ha la fortuna di poter mantenere il posto di lavoro, con una retrocessione.
Donne che se denunciano una violenza devono far fronte anche alle minacce.
Donne che, per poter lavorare, scelgono di percepire pochi euro in nero chiudendosi in uno scantinato e andando incontro alla morte.
Donne che se scelgono di interrompere una gravidanza devono sentirsi gli occhi puntati addosso. E dover girare più di un ospedale per trovare un medico che non pratichi l’ obiezione.
Donne che ogni giorno si impegnano nella propria quotidianità a cambiare l’approccio alla questione femminile e si trovano a fare i conti con una farfalla esibita a tutte le ore (come se non ci fosse altro di cui parlare) da quei media che fino all’altro ieri si dichiaravano amici delle Donne.
Donne che non si sentono rappresentate dalla politica e che molto spesso si sentono usate per mere campagne elettorali.
Donne che nonostante tutto non si arrendono.
Che sanno unirsi quando si c’ è da lottare per un obiettivo comune.
Per noi l’ unione si è manifestata concretamente con l’ esperienza di #2eurox10leggi, che nonostante non abbia portato al raggiungimento delle quote, ha centrato per noi un obbiettivo molto profondo.
Mettere insieme persone con vissuti diversi che perseguono un unico risultato: dare voce alle donne. Ed alle loro richieste.


Questa esperienza ci ha dato molti spunti e ci ha aiutato a fare rete per chiedere la liberazione di Rossella. Una rete le cui maglie si sono allargate ogni giorno di piu per accogliere altre persone.

La partecipazione delle donne al Bloggin day per Rossella è stata fortissima ed è stato il compimento di una reale condivisione quotidiana.
È vero, forse non abbiamo ancora ottenuto nulla di concreto per cui poter vivere questa giornata come una festa.
Ma di sicuro abbiamo una certezza in più; che le donne quando sanno unirsi senza far prevalere personalismi, quando remano nella stessa direzione con una buona dose di umiltà, quando non hanno paura di mostrare la loro umanità sono in grado di contribuire con efficacia al cambiamento.

Quel cambiamento di cui questa società allo sbando ha fortemente necessità e per cui bisogna combattere ogni giorno.

Non solo l’ 8 marzo.