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A volte bisogna proprio “andarsele a cercare“.

È un’ ansia che ti sale dentro, una inquietudine che ti spinge a voler scavare.
Un’ esigenza di sapere che prende vita all’ improvviso nell’unico momento di calma della tua giornata.

E cercando ti imbatti in questo articolo di Rosa Schiano.

Ayoub Asalya?

Quanti di noi hanno letto il suo nome sui giornali in questi giorni?

Quanti sanno che questo ragazzo di 12 anni aveva appena salutato sua madre e mentre percorreva la tratta per andare a scuola è stato fatto a pezzi da un missile israeliano?

Probabilmente pochi di noi.
Io fino a stasera non conoscevo questa storia.

Sarebbe stato più semplice non sapere, far passare la notizia nelle quinte pagine della mia mente o in un piccolo trafiletto del mio cuore.
Ma la morte di un bambino, che sia Palestinese, Ebreo, Cristiano è un’ informazione che non può passare davanti agli occhi e relegata in un angolo.

Un bambino di 12 anni fatto a pezzi è la nostra umanità che muore lentamente.
E forse è il caso per tutti, mondo dell’ informazione compreso, di ricominciare ad “andarsele a cercare“.

Forse è il caso di fare luce su quanto accade in quei paesi invisibili, che ogni giorno con il silenzio chiudiamo dentro delle mura.

Di far conoscere la disumanità per poter far riemergere in tutti noi l’umanità perduta.

Marta

http://ilblogdioliva.blogspot.it/2012/03/ayoub-assaleya-12-anni-ucciso-da-un.html?m=1 ayoub

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