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Poche settimane dopo aver iniziato ad occuparci della vicenda di Rossella Urru siamo venute a conoscenza della storia di un ‘altra donna sequestrata all’estero.

Una donna di cui si era sentito poco parlare.

Maria Sandra Mariani il 2 febbraio 2011 viene sequestrata da un gruppo di 14 uomini armati, che parlavano con forte accento mauritano, arrivati a bordo di due pick-up. Lei era insieme ad una guida, un autista ed un cuoco, nell’area dell’oasi di Djanet, in Algeria a 90 km dal confine con il Niger.

Non si conoscono neppure con esattezza le modalità del sequestro: forse si stava spostando da sola o forse e’ stata aggredita mentre era accampata per la notte, esistono infatti contrastanti versioni.

E’ stata sequestrata insieme all’autista alla guida ed al cuoco che sono poi stati rilasciati e successivamente arrestati dalla polizia locale col sospetto di complicità.

All’agenzia turistica pare abbia chiamato lei stessa da un telefono satellitare dei sequestratori per comunicare l’avvenuto sequestro.

Maria Sandra Mariani è capitata forse per sbaglio nelle mani dei suoi rapitori, che invece cercavano un gruppo di turisti.

Si trovava lì in vacanza e non si trattava del primo viaggio in quelle zone, i parenti  hanno detto che Sandra ama molto la cultura tuareg ed algerina, e quando si recava in viaggio in quei paesi portava anche generi di conforto,  di prima necessità, giochi per bambini, portava una solidarietà personale  alla gente del deserto algerino.

 Purtroppo lei che  voleva vivere i misteri del deserto tra i suoi abitanti  ha visto un sogno  trasformarsi in un incubo.

Sabato, 05 Febbraio 2011 la tv araba  Al Arabiya ha reso noto di aver ottenuto un messaggio audio  che conferma che  Maria Sandra è in vita:

«Sono io … la donna italiana rapita mercoledì 2 febbraio 2011», dice in francese una voce femminile nel messaggio trasmesso dall’emittente satellitare. E la voce prosegue, sempre in francese: «sono stata rapita il 2 febbraio del 2001 vicino a Djanet, in Algeria. Sono ancora nelle mani di al Qaeda nel Maghreb islamico e in particolare sono nelle mani del battaglione Tareq Ben Zayad, che è guidato da Abdul hamid Abu Zayd».

http://www.youtube.com/watch?v=67do-Cznvxc

Al Arabiya riferisce di essere stata contattata da un portavoce di Al Qaeda che ha rivendicato il sequestro. Si è appreso che la tv satellitare è riuscita a parlare con la turista italiana, usando non meglio precisate “fonti” di cui dispone in Algeria.

A distanza di tre mesi alla scomparsa la testata online araba, Echorouk pubblica un altro messaggio, un video, diretto  all’allora presidente del consiglio Berlusconi.

Scrive la testata online araba, Echorouk: «I rapitori della turista italiana vogliono negoziare con Berlusconi».

I Rapitori parlano prima di Maria Sandra: «Noi siamo Aqim, Al Qaeda nel Maghreb islamico, brigata Tarq Ibn Riyadh. Parlo a nome di Abdul Hamid Abu Zayd. Questa donna chiede di trasmettere questo messaggio, cosicché il presidente del suo Paese lo ascolti…».

Maria Sandra si presenta, ripete il nome di Abu Zayd e a chiedere «di diffondere questo messaggio, grazie».

Nel mese di Luglio il sito Zeenews parla di un altro video, differente dal precedente, che sarebbe stato dato dai mediatori ad un giornalista di AFP  a Bamako. In questo video Maria Sandra non parla ma viene mostrata, con indosso un velo e abiti rosa, seduta sulla sabbia con le mani incrociate. Dietro di lei sono visibili tre pistole, ma non gli uomini che le tengono.  Anche il sito algeria watch riporta la notizia di questo video  annunciando un buon livello di trattative per la liberazione dell’ostaggio che avrebbe dovuto essersi verificato da tempo.

Il 26 giugno il sito online del corriere della sera riporta la notizia: “Attaccata base di Al Qaeda in Mali ma non c’è l’italiana rapita in febbraio” descrivendo feroci combattimenti tra truppe maliane e truppe di Al Quaeda nella base di Wagadou, in una zona occidentale del Mali.

Questa è l’ultima traccia che si ha di lei.

Nella terra del Magreb nel frattempo sono successi molti eventi che hanno destabilizzato gli equilibri e tra questi determinante e’ stata la guerra in libia.

Il quotidiano Giornale di Algeria  parla della necessita’ di Al Quaeda di trasferire i cinque ostaggi occidentali,  per la necessità di non essere identificati dai servizi di sicurezza di diversi paesi.

Il fatto di dover cambiare il luogo di detenzione dei cinque ostaggi occidentali è un chiaramente un segno di dimostrata paura  ma comunque una misura   precauzionale che si propone di tenere al sicuro gli ostaggi, poichè il guadagno da questo “tesoro” è veramente importante per AQIM in quanto porterebbe milioni di euro a questa organizzazione terroristica.


Il 3 marzo di quest’anno Repubblica online riferisce di un comunicato del ministro degli Affari esteri algerino, Mourad Medelci:

“non c’è, per il momento, alcuna informazione sulla sorte della turista fiorentina Maria Sandra Mariani, rapita nel febbraio dello scorso anno nella provincia meridionale algerina di Alidena da un presunto gruppo terroristico“.

La sua sorte e’ quanto di più misteriso possa esserci, inizialmente si è pensato che Maria Sandra fosse nelle mani di Al Quaeda, in Algeria o in Mali o in Niger, ma forse anche  nelle mani di banditi o trafficanti di droga.

Fonti algerine accreditate sostengono che è molto probabile, come spesso accade per il sequestro di occidentali nella regione, che il rapimento sia stato compiuto da un gruppo di contrabbandieri i quali in un secondo momento avrebbero venduto la donna all’organizzazione terroristica Al Qaida.
Per Maria Sandra non risulta la richiesta di nessun riscatto o richesta di scambio.

Ad oggi non si sa se vi siano contatti con i suoi sequestratori.

Ad attenderla a casa, esattamente a San Casciano Val di Pesa, vi sono il marito, il figlio e i genitori anziani.

Non puo’ non suscitare commozione l’appello della madre per l’evento dell’8 marzo:

«Nostra figlia Maria Sandra è stata sequestrata 13 mesi fa e non sappiamo nulla, non abbiamo notizie. È come se fosse dimenticata, nessuno ne parla. Ci rassicurano che è viva e sta bene. Ma dove è, e perchè non la liberano?».

 “Di Maria Sandra non parla nessuno e non ci risultano contatti con i rapitori. Dalla Farnesina ci fanno sapere che non dobbiamo preoccuparci. Ma il tempo passa e vorremmo sapere come sta, chi l’ha rapita, quando la libereranno. È difficile stare qui ad aspettare senza sapere nulla di preciso». 

La sua angoscia è toccante e comprensibile ed a questa vorremmo dare voce:

DOVE E’ MARIA SANDRA? CON CHI E’? PERCHE’ NON LA LIBERANO?

Il dramma è che Maria Sandra Mariani sembra essere stata inghiottita dal silenzio generale.

Se si trattasse di nostra figlia, di nostra madre, di nostra sorella potremmo accettare che dopo più di un anno non si abbia nessuna notizia?Potremmo stare calmi ad attendere un segnale che non arriva?

Appunto perchè sappiamo la risposta, crediamo che come comunità dobbiamo dare un segnale forte.

Unendoci come abbiamo fatto per Rossella Urru e chiedere a gran voce che non ci si dimentichi di Maria Sandra.

Il dovere di uno stato civile è quello di portare in salvo i propri connazionali che sono caduti in situazioni di grave difficoltà.

Noi, come molte altre persone, in questi mesi viglileremo affinchè venga fatto tutto il possibile perchè Maria Sandra possa tornare a casa.

Cercheremo di recuperare il nostro ritardo che reputiamo non giustificabile dandole voce e interessandoci di lei.

donneviola

http://africaexpress.corriere.it/2011/06/attaccata_base_di_al_qaeda_in.html

http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_04/maria-sandra-ostagio-dimenticato-alqaeda-battistini_58cd01a4-760e-11e0-b432-72ecee218af7.shtml

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/213945

http://www.algeria-watch.org/fr/article/mil/groupes_armes/video_otage_italienne.htm

 

AGGIORNAMENTO DEL 17/4/2012

nelle prime ore del pomeriggio tg3web riporta un’ultimora della tv al arabiya che avrebbe comunicato la liberazione di Maria Sandra.

La notizia e’ stata confermata dopo poche ore dal ministro Terzi.

Dopo le 18 Maria Sandra chiama i familiari al tlefono, queste le sue parole: “Ora sono in paradiso, sono finalmente libera. Vi ho pensato tanto e vi abbraccio tutti. Sto bene. Domani mattina sono in Italia, a Roma”.

Noi, felicissime per la sua liberazione, auguriamo alla nostra amica un viaggio sereno ed un felice rientro a casa.