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Erano migliaia nelle strade di Bilbao per protestare contro il governo di Mariano Rajoy, nella ricorrenza del primo maggio, giorno chiamato eufemisticamente festa del lavoro, con le parole d’ordine lavoro, dignità, diritti.

Migliaia hanno protestato non solo contro la riforma del lavoro che renderebbe piu’ facili i licenziamenti, contro il patto di bilancio, contro i tagli dell’istruzione e della sanità, contro la disoccupazione crescente, contro la speculazione delle banche ma anche  contro le riforme del governo centrale che renderebbe quello basco semplice esecutore di ordini.

In questa giornata i sindacati baschi hanno ricordato quel lontano 1° maggio 1886 quando la polizia sparo’ su lavoratori in sciopero davanti ad una fabbrica di Chicago (la McCormick) uccidendone due e ferendone diversi altri. In seguito a questo sciopero vi furono numerosi arresti e nel novembre 1987 quattro rappresentanti sindacali furono uccisi per impiccagione dallo Stato in seguito a regolare e “legale” processo.

Si chiamavano August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg.

L’assassinio di questi lavoratori è stato così infame e così immorale da avere un’enorme risonanza in tutto il mondo.

In Europa la festa del primo maggio venne ufficializzata nel 1889 dai delegati della Seconda Internazionale di Parigi ed in Italia venne ratificata due anni dopo.

Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento.

(Rivista rivendicazione di Forlì del 26 aprile 1890 pel primo maggio)

Tutti conosciamo la storia di questa ricorrenza, forse ne abbiamo letto i fatti e le vicende, ma i media sono sempre pronti a raccontare il folklore dei colori delle manifestazioni di piazza, che preferiscono chiamare feste, ma esitano nel ricordare l’origine socialista delle conquiste sul lavoro.

Abbiamo conservato in Europa il frutto di queste lotte operaie per più di un secolo, ma oggi, grazie ai governi, anzi ai sovragoverni che mandano le letterine, stiamo perdendo tutto.

Facile trovare similitudini fra i morti per il lavoro. Allora lo stato impiccava direttamente, adesso manda Equitalia ed i suoi onesti lavoratori che applicano le leggi ed i suicidi da tortura economica sono diventati una emergenza sociale.

Anche qui tutto legale.

Non è importante o sufficiente che gli stati sobriamente affermino che i suicidi negli stati europei siano in numero inferiore a quelli che si osservano in Grecia.

Non possono dirlo proprio a noi che ancora commemoriamo i morti delle stragi e delle guerre.

Il problema principale è che uno stato che non sia criminoso ha il dovere della prevenzione affinchè non uno solo perda la vita dopo la disperazione del fallimento economico.

Dobbiamo ricordare il supplizio di questi santi laici, ricordare i loro nomi poiché come profeti hanno cercato di farci capire che questo sistema sarà una spirale che prima o poi coinvolgerà tutti.

Pubblichiamo alcune foto ed un video della manifestazione del primo maggio a Bilbao.