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Il giornalista del Messaggero non comprende le reazioni di chi ha criticato questo articolo.

Qui il post e la  risposta al blog Comunicazionedigenere.

Chi scrive non capisce, probabilmente non si capacita, che delle persone non riescano più ad accettare che si parli di uno stupro in questo modo.

Non comprende molto probabilmente il nascere di tutta questa irritazione nel vedere Franca descritta in questo modo, come una donna dalla vita costellata da fallimenti.

Franca, che noi non conosciamo.

Ma che nemmeno il giornalista del Messaggero forse conosce.

Franca, una donna che ha denunciato uno stupro e in questo articolo si vede vivisezionata la vita.

Come se vi fosse un nesso tra quello che hai vissuto in precedenza e la violenza che subisci.

Come se lo stupro non fosse di per sè già un fatto grave da affrontare.

Come se di fronte alla violenza non si sapesse più usare il rispetto.

Come se si dovesse trovare sempre una giustificazione nelle parole.

Nessuno, sottolineiamo nessuno, si può permettere di giudicare la vita di una persona.

Ognuno di noi ha la vita costellata da eventi spiacevoli.

Ma non sono questi eventi ad avere importanza quando una persona subisce violenza.

Giornalismo dovrebbe essere raccontare fatti, non sottintendere giudizi.

E’ questo caro Messaggero che noi non accettiamo.

E non accetteremo più, nè da voi, nè dalle altre testate che all’ alba del 2012 non sanno ancora testimoniare le violenze.

Urge Educazione Sentimentale.

Sarebbe bene che i  fondi pubblici poteste destinarli anche alla formazione dei vostri giornalisti.

Forse eviteremmo di chiedere spiegazioni e scuse.

Forse voi capireste da subito le parole che si possono usare (o no).

Perchè le parole hanno un peso.

Lo ha risconosciuto lo stesso Presidente del Consiglio che ha invitato i giornalisti a non definire furbi gli evasori fiscali, per non assolverli con metodi sublimilnali.

Quando si parla di violenza pesano ancora di più!

PS: Come abbiamo scritto su Twitter al @messaggeroit l’ hashtag #ilmessaggerochiedascusa raggruppa tutte le reazioni che ha suscitato il vostro articolo.

Forse basterebbe leggere alcuni di questi commenti per comprendere.