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Riccardo Iacona nel suo ultimo libro Se questi sono gli uomini parla di

un’ escalation di violenza, che a volersi disinteressare del femminicidio, dovrebbe allarmare sociologi, psicologi e specialisti della salute pubblica.

Ieri però aprendo l’home del Fatto Quotidiano ci siamo imbattute anche in chi nega il Femminicidio.

L’articolo lo trovate qui e l’avvocato che l’ha scritto si chiama Marcello Adriano Mazzola.

La cosa che più ci ha lasciato perplesse è stato trovare questo post nella sezione Donne di Fatto.

Mazzola sostiene che la donna da noi gode di ogni tutela.

E conclude, dopo aver sciorinato alcuni dati, in questo modo:

Dunque di quale femminicidio stiamo parlando? Di quale sopraffazione stiamo discutendo? Di quale disparità stiamo ciarlando? Di quale emergenza si ciancia? Una tale campagna di disinformazione determina comportamenti e condotte sessiste ovvero risposte sproporzionate, irragionevoli, non meditate, infondate. Che poi pagheremo tutti con una assurda guerra tra sessi. E’ questo che vogliamo? Un Paese continuamente spinto verso le divisioni, le distinzioni, gli scontri? Quelli fisiologici (tra onesti e disonesti) non si affrontano e quelli farlocchi si montano ad arte. Non ci si stupisce certo, in un Paese nel quale gli onesti vengono additati come diversi e i ladri dominano e svettano, impuniti.

Caro Signor Mazzola

la invitiamo a leggere il libro di Riccardo Iacona, che più che un testo letterario è un vero e proprio documento; un documento fatto con dati alla mano confrontati con le storie di femminicidio e violenza accaduti in questi anni in tutta Italia.

Riccardo Iacona ha scritto una vera e propria testimonianza, non dal caldo di un ufficio, ma andando a parlare con le persone che hanno vissuto accanto alle vittime e confrontandosi con le persone che operano ogni giorno contro la violenza.

E il quadro che emerge è del tutto opposto da quello che ci descrive lei.

Il femminicidio esiste Signor Mazzola e la donna non è affatto tutelata.

Non lo è nel momento in cui denuncia (nel caso non sia stata uccisa prima).

Non lo è spesso quando i suoi aguzzini sono sotto processo.

Non si può ridurre tutto a dei numeri primi di classifiche mondiali.

Infatti ad oggi si parla di 101 femminicidi in Italia,

ma quante sono le donne vittime di violenza familiare che non hanno la forza e la possibilità di denunciare?

Quante sono le donne che non trovano un aiuto perchè il numero dei centri antiviolenza è insufficente?

Il problema esiste signor Mazzola.

Esiste ed è umano non negarlo.

I problemi si affrontano, si svicerano, si cercano soluzioni.

La violenza va combattuta dalle donne con gli uomini, dagli uomini con le donne.

E la guerra tra i sessi viene creata da articoli come questi che fomentano disprezzo verso l’altro.

E se vuole una prova legga i 500 commenti in coda al suo post.

Noi con gli uomini lavoriamo e ci viviamo.

Mai ci permetteremmo di dire che tutti gli uomini sono violenti.

Sarebbe una mistificazione, come quella del suo post a cui il Fatto Quotidiano ha deciso di dare spazio.

Peter Gomez ieri ha risposto a Marta su twitter che la linea editoriale del suo giornale è la non censura e che anche se non è d’accordo con le affermazioni di Mazzola è giusto creare un dibattito.

Noi crediamo fortemente nella libertà di opinione ma crediamo anche che prima della non censura esista l’etica unita al buon senso.

E da un giornale come il Fatto Quotdiano, in cui abbiamo riposto la nostra stima, queste cadute non ce le aspettiamo.

Creare una rubrica Donne di Fatto e poi pubblicare articoli di questo genere lo troviamo stridente e privo di senso.

Se volete creare un dibattito, direttore Peter Gomez, createlo sulle cause che portano a tragedie come quelle di Palermo.

Date voce a chi la violenza l’affronta ogni giorno, sulla propria pelle o lavorando nei centri.

Questo è dibattito, tutto il resta genera polemiche che portano a sottovalutare un problema gravissimo che riguarda tutti noi.

La libertà di stampa è sacrosanta ma vuol dire informazione corretta