Tag

, , ,

Locandina Dispettaculum Centro socio riabilitativo

Chiedo venia, ma non ho resistito.

Ho assistito alla puntata di  Servizio Pubblico di ieri sera.

Oggi, passata “a nuttata“,  credo di aver fatto la scelta giusta.

Un anno fa,  l’uomo chiese di uscire di scena, nell’intento di temporeggiare per  rifarsi un lifting politico.

Lo sdegno pubblico, che non intendeva trattenerlo dalla fuga politica,   lo costrinse ad uscire alla chetichella dalla porta di servizio del Quirinale.

Da lì in poi  è storia.

Ma ieri l’uomo ha confermato la sua visione del potere: la Costituzione gli va stretta.

L’architettura costituzionale “più bella del mondo” è riuscita, nonostante vent’anni di violenza, ad impedirgli di realizzare quello che realmente avrebbe voluto.

Fare quel  che gli pareva e piaceva.

La teoria del complotto non regge, almeno con me.

Lui, l’uomo, non è mai stato solo in questo suo tentativo.  Di qua, dall’altra parte (?), altrettanta opposizione(?) ha impedito alla democrazia di decidere il cambiamento.

Anche quella è una violenza subita dalla Costituzione.

Temo,  consapevolmente,  che nell’ultimo anno mi sia stata temporaneamente sospesa  la democrazia.

Temo, consapevolmente, che anche stavolta i giochi siano fatti.

La truffa elettorale di accordi ed  inciuci è già conclusa.

Però, noi che viviamo per strada sentiamo l’aria.

L’arietta che tira non è proprio quella che leggiamo nei sondaggi.

L’arietta che tira è quella di cui parlava la Signora imprenditrice del nord,  che ha avuto il più serio contraddittorio ascoltato ieri sera in studio.

Più dei giornalisti, la signora ha incastrato l’uomo nelle sue contraddizioni politiche.

La Signora ha parlato di signoraggio bancario, di sovranità monetaria.

Ha dimostrato la  disonestà intellettuale del politico nelle  contraddizioni  tra le parole e i fatti.

La Signora è riuscita in ciò che ieri sera  il giornalismo ha fallito!

La Signora ha rappresentato al meglio i i cittadini informati.

INFORMATI.

Ieri sera ne è valsa la pena.

I siparietti alla Totò e Peppino, che l’uomo ci ha riservato,   segno evidente della capacità teatrale da avanspettacolo dell’ ex Presidente del Consiglio, restano agli atti di una campagna elettorale allo sbaraglio,  portata avanti in solitudine.

Gli spettatori,   sgomenti e nauseati  della macchietta,  hanno goduto di un evento inatteso:   una donna, imprenditrice, cittadina del nord che  schiaffeggia,  a suon di  metaforici sganassoni di  parole,  il peggiore ventennio della storia.

Il più corrotto ventennio  politico della storia, tutti inclusi,  tenterà di sventare l’assalto degli sganassoni dei cittadini informati.

Il sogno mio?

Una serie di “Movimenti” capaci di dare una sonora carica  di  sganassoni elettorali.

Basterà una matita, basterà non votarli.

Pipolev Depauer