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Un triangolo rosa al posto della stella gialla.

Questo era il simbolo con cui venivamo marchiati gli omosessuali tedeschi internati nei campi di concentramento.

Un simbolo e un colore che non furono scelti a caso ma con l’intento di deridere questi prigionieri.

Secondo il paragrafo 175 del codice tedesco, in vigore dal 1871 al 1994, i rapporti omosessuali erano considerati un crimine.

I nazisti nel 1935 ampliarono la legge e aumentarono i procedimenti.

Nei carnefici vigeva la convinzione che dall’omosessualità si potesse guarire;  per questo agli omosessuali venivano fatti svolgere lavori pesanti e totalmente inutili come ad esempio trasportare a mani nude cumuli di neve.

I gay furono spesso usati per esperimenti scientifici che miravano a scoprire il gene dell’omosessualità.

Il medico danese Karl Vernaet svolse uno studio su  un preparato a base di ormoni, da lui inventato, sugli internati omosessuali nel campo di Buchenwald: un’altissima percentuale degli internati sottoposti alla cura a base di grosse dosi di testosterone non sopravvisse.

Sempre con l’intento di far guarire dall’omosessualità in alcuni casi si procedeva direttamente alla castrazione.

Al dramma si aggiungeva anche il senso di abbandono.

Infatti nei campi di concentramento gli omosessuali si trovavano isolati perché venivano allontanati anche dagli altri prigionieri.

Le guardie invece li usavano spesso come bersagli.

Fra di loro ci fu un tasso di mortalità di circa il sessanta per cento e spesso la morte subentrava nelle prime due, tre settimane.

In questa giornata della memoria abbiamo voluto ricordare il massacro perpetrato ai danni di persone che per il loro orientamento sessuale furono considerate un pericolo per la società.

Purtroppo nonostante siano passati molti anni ancora oggi assistiamo a persecuzioni nei confronti degli omosessuali.

Persecuzioni che trovano un buon humus nella mentalità grezza che considera l’omosessuale come una persona da guarire e che si manifestano spesso con episodi di violenza.

Ci auguriamo che questa giornata della memoria possa servire a mettere in atto uno smantellamento dei preconcetti.

E che si smetta una volta per tutte di sottovalutare gli episodi di intolleranza che troppo spesso fanno capolino tra le notizie del giorno.

Proviamo a strappare i triangoli rosa.

Quei triangoli rosa che oggi non sono più fatti di stoffa ma di idee violente.

Proviamoci tutti insieme.