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Gino Strada sabato mattina ha raccontato ai ragazzi delle scuole medie superiori il significato del lavoro del gruppo di Emergency, lavoro basato sui principi dell’assistenza sanitaria di alta qualità alle vittime delle guerre, delle mine anti-uomo e della povertà.

Le vittime di guerra sono oggi ben diverse da ciò che si intende con questo termine nell’immaginario collettivo: la maggior parte sono i civili, colpiti da schegge di bombe e missili, da mine anti-uomo che restano mimetizzate nell’ambiente, nonostante le bonifiche,  fino a che qualcuno ci si imbatte.

Emergency ha combattuto una grande battaglia per la messa al bando delle mine antiuomo, battaglia coronata dal successo grazie anche all’enorme sostegno delle persone. Ma, nonostante le campagne di sensibilizzazione queste armi sono ancora presenti ed in alcuni paesi ce n’e’ una per ogni abitante.

Il 60% dei pazienti curati dai gruppi di Emergency erano civili ed uno su tre era un bambino mentre i combattenti erano  solo il 7%, a significare che, nei conflitti, i civili sopportano il maggior peso del prezzo da pagare.

Gino Strada ha parlato degli ospedali di Emergency nei luoghi di guerra, sottolineando che l’attività di questi non si basa solo sulla cura dell’evento acuto ma in alcuni centri si occupa anche di recupero protesico, rieducativo ed anche di inserimento nella società mediante corsi  di formazione  e la creazione di piccole società cooperative per garantire una indipendenza economica a queste vittime:  una vittima della guerra vince la sua battaglia per la vita solo quando acquisisce una propria dignità e la prospettiva per un futuro dignitoso.

La guerra distrugge non solo  le vite, distrugge il tessuto sociale, le infrastrutture, i servizi ed una donna che non può  partorire in sicurezza e’ una vittima della guerra così come un bambino che non può accedere a cure adeguate.

L’utilizzo di armi sempre più  sofisticate, i bombardamenti nei centri abitati sono la causa del costo delle guerre pagati dai civili: oggi superano il 90% mentre nel corso del primo conflitto mondiale la percentuale era del 15%.

Dal preambolo della Carta delle Nazioni,  firmata nel giugno 1945 a San Francisco si legge che:

l’Onu nasce per preservare le generazioni successive da ulteriori guerre e per riaffermare i diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore delle persone umane, nell’uguaglianza dei diritti di cura e sicurezza in tutti i paesi.

 

Nei 50 anni successivi questi principi sono stati disattesi, ci sono stati 170 conflitti con 25milioni di vittime.

Per la maggior parte dei governi la guerra e’ la soluzione dei problemi mentre per i popoli e’ solo l’inizio dei drammi che la gente paga in termini di morti, feriti, mutilati, affamati, poveri e rifugiati.

Le spese militari costano al mondo 4,7 miliardi al giorno che corrispondono al reddito destinato al 40% della popolazione mondiale, 2 miliardi di persone, che si vedono così sottrarre questa cifra per armamenti.

“Giuro di curare tutti i miei pazienti con uguale scrupolo e impegno, indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale ed ideologica”

Dal V secolo A.C. dal giuramento di Ippocrate chi e’ schiavo economicamente non ha pari opportunità ad accedere a cure adeguate rispetto a chi dispone di risorse economiche come avviene al sud del mondo e nei popoli che sofffrono la crisi economica e bellica.

Ciascun individuo ha diritto ad uno standard di vita adeguato al suo benessere ed a quello della sua famiglia, compreso il cibo, la casa e l’assistenza medica

Art. 25 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo firmata da quasi tutti gli stati a Parigi nel 1947 ma disattesa pressoché universalmente.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti

Articolo 1 della dichiarazione universale del 10 dicembre 1948 firmata a Parigi.

In osservanza a  questi principi il gruppo di Emergency  insieme ad autorità, ministri ed istituzioni prevalentemente africane  ha stilato un Manifesto per una cura medica basata sui diritti umani, che recita:

Noi chiediamo la creazione di sistemi sanitari e di progetti che mirino esclusivamente a preservare, allungare e migliorare la vita delle persone bisognose e che siano basati sui seguenti principi: uguaglianza, qualità e responsabilità sociale.

Perchè ciò possa realizzarsi, soprattutto nelle periferie del mondo, sarebbe necessaria la costituzione di molti centri di cura.

La costruzione, l’equipaggiamento e la garanzia di funzionamento di 10 centri di eccellenza costa 300 milioni di dollari, l’equivalente di un giorno di guerra in Afghanistan.

Anche in Italia, perché nuove sacche di povertà stanno  escludendo alle cure sanitarie molti cittadini, nonostante

L’art 32 della Costituzione della Repubblica:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.

I ticket sanitari infatti sono una spesa sostenibile con sacrificio e spesso sacrificati ad altre urgenze nelle famiglie con reddito al limite dell’esenzione, ma costituiscono un ostacolo alla cura per chi non ha alcun diritto alla esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, come la categoria che viene definita di inoccupati, spesso persone appartenenti a fasce sociali più fragili, che vivono di espedienti e di lavoro occasionale, spesso in nero.

Anche in Italia Emergency ha aperto dei centri polispecialistici in strutture fisse e mobili, per raccogliere la richiesta di cure nei luoghi di richiesta.

Il riconoscimento della fondamentale uguaglianza in dignità e diritti di ogni essere umano costituisce il fondamento della libertà, giustizia a pace nel mondo

E’ preambolo della dichiarazione dei diritti umani che sottolinea quelli che sono i veri pilastri della pace che si raggiunge quindi solo con la solidarietà fra le persone e fra i popoli.

E’ questa la vera rete della pace.

Che non si deve confondere con le missioni chiamate di pace.