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Diciamolo chiaramente.
Tutto questo entusiasmo forzato per sette donne in un governo non lo condividiamo.
In un paese normale il fatto che vi siano donne tra i ministri dovrebbe essere normalità.
Non di certo un motivo di esaltazione collettiva per rendere meno indigesto un governo di larghissime intese.

Non ci stiamo ad essere trattate come la citrosodina di questa politica.
Non abbiamo apprezzato il fatto che la presenza di donne sia stata sottolineata dal presidente Enrico Letta, non stiamo apprezzando i commenti giornalistici di queste ultime ore.

Inoltre vorremo sapere perché il ministero delle pari opportunità è accorpato a quello dello sport e delle politiche giovanili.
Sarebbe stato corretto avere un ministero ad hoc per ogni funzione.
Siamo convinte che ci sia molto lavoro da fare e crediamo che un unico ministero per tre tematiche così importanti comporti una dispersione di energie.

Speriamo di poter avere una risposta in merito ma soprattutto speriamo che la nascita di questo Governissimo cominci con un atto importante come la Ratifica della Convenzione di Istanbul .

Se si vuole dare un’idea di cambiamento si parta dal mettere in atto cose concrete.
Per noi donne, per tutti noi.