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La nostra compagna Sara condivide con noi queste parole, che ci commuovono intensamente.
E noi Franca la vogliamo salutare così:

Vedo Dario Fo con le lacrime agli occhi e mi si strazia il cuore. Sarà che provo un affetto sincero e profondo per lui, quasi fosse mio nonno.
E sarà che sento quella sua commossa disperazione come la mia, come la nostra. Certo è che è il secondo funerale in pochi giorni (dopo quello di Don Gallo), che mi lascia dentro un magone non facile da mandare giù.
Non venitemi a dire che erano anziani.
Non rompetemi le palle con questa storia.
Fosse stato per me li avrei fatti campare almeno altri vent’anni. Perché quando un maestro di cammino ti lascia, è devastante.
Ci si sente smarriti, si ondeggia in balia di un futuro incerto e ci vuole un po’ prima di riuscire a raddrizzare il passo e proseguire.
Oggi Jacopo Fo ha detto che Dio c’è, che è donna ed è comunista.
Non lo so. Da atea non lo credo.
Ma sento dentro di me che, se esiste una pur lieve speranza per questo mondo, allora essa vada cercata nelle persone giuste, nelle donne giuste, in quelle che sono comuniste perché, parafrasando Gaber, credono di poter essere vive e felici solo se lo sono anche gli altri.
E anche se qualcuno che non è comunista pensa questo, crede in una felicità unica, comune, allora, davvero, le cose posso cambiare.
Per quel che mi riguarda, oggi, ho tanta tristezza dentro.
E tanta, tanta speranza.
Perché le anime grandi, quando se ne vanno, viaggiano leggere: tutto il loro fare, il loro essere, lo lasciano qui, a noi.
E allora, Don, Franca, buon viaggio a voi.
Buon vento.
E grazie.
Hasta siempre.

Sara Balzerano