Questo 25 novembre lo dedichiamo a tutte quelle donne e uomini che in queste settimane hanno dato il meglio di sé con frasi di questo tipo:

“Ma come si sveglia solo oggi a denunciare? Perché non lo ha fatto a tempo debito?”

“Ormai si denuncia per cercare notorietà”

“Il regista tal dei tali è mio amico da una vita, non può aver fatto una cosa simile”

“Alla fine questo sistema ha fatto comodo alle donne”

“Se una vuole può dire di no”

“Come mai a me non è mai capitato?”

E ci fermiamo qui perché in queste settimane ci siamo mangiate il fegato e abbiamo perso la voglia di parlare.

La nostra solidarietà in questi giorni va a tutte le donne che ogni giorno subiscono molestie.

Alle donne tutte, alle attrici, alle operaie, alle impiegate, alle disoccupate, alle precarie.

A tutte, davvero.

Noi vi crediamo, perché abbiamo vissuto tutto questo sulla nostra pelle. E anche non l’avessimo vissuto ci crederemmo comunque. E se è vero che “i processi nelle dovute sedi” è vero pure che una donna che denuncia non può subire lo schifo che abbiamo visto in queste settimane.